Reagire alla violenza in sala parto…

Schermata 2017-09-24 a 23.44.59Tutelarsi rispetto alla violenza in sala parto si può!
quali fattori possono aiutarci:
Visitare prima la struttura in cui si desidera partorire;
informarsi, prendere coscienza dei i propri bisogni;
scegliere percorsi che informino, che ci mettano in contatto con le nostre risorse, la nostra forza femminile;
cercare il dialogo con l’ostetrica, con il medico; porre domande, su ciò che pensiamo possa aiutare, su come è organizzata la struttura, non dare nulla per scontato;
Pianificare la relazione assistenziale, parlando con l’ostetrica circa l’ambiente, gli atteggiamenti, i gesti e le procedure che possono rassicurarci;
Farsi sostenere, incoraggiare;
restare in contatto con il proprio bambino, chiedere di avere vicino una persona conosciuta.
Chiedere… ogni donna ha il diritto di sapere, di conoscere, per stare meglio.
Lasciarsi guidare dall’intuito.

Un milione di mamme maltrattate durante il parto (ANSA)

Negli ultimi anni sono sempre più numerose le donne motivate al parto in casa per sottrarsi all’invasività, alla mancanza di rispetto, alla violenza nella relazione e nelle procedure di assistenza, vissute in ospedale nel parto precedente. Ma è possibile vivere gravidanza e parto in senso fisiologico, senza pensarsi ammalate o a rischio? Esiste ancora il diritto ad essere rispettate, nelle proprie scelte e nei propri tempi, se tutto sta procedendo per il meglio?
Violenza fisica: perchè intervenire, velocizzare, manipolare, interferire rischiando reazioni contrarie o complicazioni?
Violenza psicologica: perchè colpevolizzare, schiacciare, ricattare, quando possiamo sostenere, incoraggiare, stare accanto?
Vi invito a leggere questo articolo e a commentarlo.
http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/09/20/un-milione-di-mamme-maltrattate-durante-il-parto_eaaa0970-9f4c-481c-98a0-8f34e67b9390.html

calendario d’autunno

img-20161216-wa0000-01L’estate è terminata, la temperatura a poco a poco sta scendendo, continua il ciclo annuale delle stagioni con l’autunno, le piogge, la bruma, l’avvicinarsi del buio… tutti quei fattori che porterebbero verso il letargo, il rallentamento delle attività, la creazione di spazi interiori per far spazio all’incubazione di nuove energie…
Nella nostra dimensione riprendono le attività lavorative, la scuola, quei ritmi che inducono a correre e a dimenticarci del nostro benessere…
Fermiamoci un momento a pensare, a respirare, diamoci il  tempo di riprendere con calma  con ritmo e cadenza… correre non ci serve a nulla, se non a rischiare di farci male, di inciampare e perder altro tempo…
Arriva un bambino, inizia la gravidanza, ci vuole tempo, ci vuole spazio, per gioire, per capire e orientarsi, per prendersi cura del corpo in attesa, dell’anima e dei propri bisogni, per prendersi cura del bambino nascente…
Tra i vissuti di una futura mamma, di futuri genitori, ci sono delle aspettative, delle fantasie e delle capacità nascoste per  affrontare la gestazione e la nascita… le si può ascoltare, lasciarle emergere, le si può valorizzare lasciandosi andare alla guida del corpo con fiducia: lui sa dove condurci, senza perderci…
Ho aggiornato il calendario  delle attività, con nuovi appuntamenti e nuovi percorsi: è un calendario rivolto alle donne in gravidanza e alle neo-mamme, ma anche alle donne di tutte le età, alle ragazze, alle donne vicine alla menopausa, e ai genitori più in generale.
curiosate e venite a trovarmi!

IL RE E’ NUDO

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Il falso mito della sicurezza dell’ospedale per il parto normale

Alla luce degli ultimi articoli usciti sul parto in casa e sulla sua discutibile sicurezza, ventilata dall’ordine dei pediatri, vi invito a leggere questo interessantissimo articolo scritto da Verena Schmid, pubblicato su “Nascita e Vita Consapevole”. Verena, riconosciuta tra le grandi maestre di ostetricia italiane, ha fondato e condotto per tanti anni la Scuola Elementale di Arte Ostetrica a Firenze. Attraverso il percorso storico dell’assistenza alla nascita e il suo evolversi, vediamo come il modello medico del parto ospedaliero nonostante le sue promesse di sicurezza e  riduzione del dolore, stia in realtà contribuendo ad aumentare la paura collettiva del parto, attribuendo in tutti i modi possibili patologia e malessere ad un evento fino a prova contraria, naturale e fisiologico; sta rendendo le donne incapaci di partorire, sminuendole e sostituendosi alla  loro capacità innata di svolgere questa funzione, attraverso protocolli strettissimi e prassi assistenziali a volte simili a bollettini di guerra…
Nel fare un punto, dopo trent’anni di assistenza nel parto a domicilio e il confronto con le colleghe di tutta italia (circa un centinaio operanti nello stesso settore), ho potuto constatare che  molte più donne di quanto non si creda, hanno le risorse per partorire in casa: innanzitutto la motivazione personale, la consapevolezza e la grande determinazione le hanno accompagnate nel loro progetto in un clima di sicurezza  pari se non superiore a quello ospedaliero.
Ma cosa  rende sicuro Il parto in casa o in casa maternità?  Condivido le parole di Verena che rendono bene l’idea:

  • La professionalità di un’ostetrica in grado di condurre e sostenere una gravidanza, un parto fisiologici, ma anche con l’umiltà di riconoscere i propri limiti, quelli che la portano a richiedere un intervento medico quando  si rende necessario.
  • La continuità dell’assistenza dalla gravidanza all’esogestazione che permette di conoscere le risorse della donna e del bambino.
  • L’assistenza personalizzata con il coinvolgimento diretto della donna, la sua partecipazione attiva, in quanto esperta di sé stessa e del suo bambino.
  • La scelta informata e responsabile della donna e del suo partner. La loro consapevolezza.
  • Un’assistenza  conservativa che facilita i processi fisiologici in gravidanza e nel parto.
  • L’uso di strumenti d’intervento non medici/farmacologici per contenere il dolore, ampliare il bacino, armonizzare i sistemi fisiologici, sostenere la donna a livello fisico, ambientale, decisionale, relazionale, emozionale…
  • L’integrazione con le cure mediche quando necessrio.
  • Un buon collegamento con un ospedale e i servizi di trasporto.

Ma vediamo dove ci conduce Verena!

Attenti, si nasce!!!
L’adrenalina schizza in alto, numerosi personaggi entrano in scena, incitamenti come sul ring del box confondono la madre che sta tentando di spingere fuori da sé il suo bambino, spesso distesa sulla schiena, esposta agli sguardi di tanti, impossibilitata a seguire il suo corpo.
Tra spintoni e tiraggi esce il bambino, applausi – e la platea si svuota, il bambino sparisce. Rimane una donna svuotata e sola sul suo lettino da parto.
Un parto naturale, esultano gli addetti ai lavori!

Silenzio, nasce un bambino!

Le luci si spengono, la donna, sostenuta dal suo partner, si accoccola a terra in un angolino che sente protetto e intimo e respira fuori il suo bambino, assecondando le spontanee spinte a onde del suo utero. Presente è solo l’ostetrica che vigila e assiste. Il bambino scivola fuori e viene accolto subito dalla madre sorretta dal padre. Il silenzio accoglie le prime espressioni vocali del bambino, che non sempre sono il pianto, le voci materne e paterne lo rassicurano e accolgono. Esplode la gioia, spesso accompagnata da una risata liberatoria. L’ostetrica rimane vigile e tiene fuori chi non c’entra niente con la scena.
Un parto normale, fisiologico, senza punti esclamativi.
continua…

Partorire: gli appartamenti creati per “essere come a casa.”

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Interessante infografica su #partoincasa e #casematernità pubblicata dal Corriere della Sera.Partorire: gli appartamenti creati per “essere come a casa.”La situazione in Italia è molto varia. 

Da 32 anni assisto il parto a domicilio. Ricordo l’inizio pionieristico, i gruppi di ostetriche che rapidamente si formavano in tutta Italia, le coppie che lo richiedevano… all’inizio era un’opportunità di nicchia, una richiesta proveniente da persone consapevoli e determinate, contrarie al modello ospedaliero.
Prevaleva la necessità di partorire nel rispetto dei tempi e dei propri bisogni, pur sostenute dall’attenta vicinanza di ostetriche in grado di distinguere l’insorgenza di complicazioni e di intervenire celermente. Oggi la diffusione si è ampliata un po’ a tutte le fasce culturali. Chi partorisce in casa, oggi, necessita di quelle procedure e di quello spazio che la struttura non può garantire.
Vediamo cosa dicono i dati e quali opportunità vengono offerte.

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Un mio commento sulla questione dei vaccini

È uscito il decreto ormai da giorni, per rendere obbligatorie 12 vaccinazioni nei bambini. compreso morbillo parotite e altre malattie benigne….
queste sono le reazioni:
http://www.altalex.com/documents/news/2017/05/12/vaccini-pronto-il-decreto-per-l-obbligo-a-scuola
Ma le malattie infettive infantili non erano considerate benigne? Quando i bambini si ammalano di una malattia come l’influenza, o il morbillo, o la parotite, in genere sviluppano una bella febbre che segnala che il corpo sta attivando delle difese per proteggersi attivando un processo di autoguarigione: l’aumento della temperatura crea le condizioni meno adatte al riprodursi di virus e batteri riducendo e in alcuni casi annientando la loro aggressività. Inoltre la malattia ferma il bambino: il calo di energia portato da debolezza e sonno, è il segnale che il corpo ha bisogno di riposo, attiva l’ormone della crescita e le difese immunitarie, si rafforza e si prepara alla guarigione.

Il rischio di complicazioni, è vero esiste, ma è molto più raro dei casi di guarigione. Sembra quasi che dalle notizie di questa “epidemia di morbillo” emani l’urlo di “Si salvi chi può”! Segnalandoci che è peggio della peste bubbonica….. ma io ricordo quando con tutta la mia generazione abbiamo fatto il morbillo… tre giorni di spossatezza e riposo assoluto, mal di gola, poi pian piano il risveglio, le pustoline, il ritorno dell’appetito, la voglia di guarire, il riposo ad oltranza per guarire veramente, le letture, i giochi nel lettone, i sogni, le fantasie, la noia, la convalescenza con giochi un po’ più di movimento, casette e costruzioni, la guarigione, il ritorno a scuola…
Le complicazioni in queste malattie sopraggiungono quando le difese sono particolarmente basse, l’alimentazione è scarsa e qualitativamente poco sana, non ci si ferma, ci si espone al freddo e a stress cronici…. Mi viene proprio da chiedermi, Ma quali interessi ci sono dietro questi vaccini? e se la risposta è la salute pubblica, la prevenzione… allora perché non diffondiamo a tappeto i principi per il mantenimento della salute: buona nutrizione, riposo e attività fisica?
Su Torino potete trovare le informazioni sulla manifestazione spontanea in queste pagine Fb:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10154998084300100&substory_index=0&id=272302395099
https://www.facebook.com/d4ny3L4

Si, troviamoci e sosteniamo la libertà di scelta, un altro tipo di prevenzione, più attiva e consapevole, rafforzata dall’informazione e da cure sostenibili!

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